LA BUCA DEL BEATO

Lungo la valle del torrente Tresa, appena sotto il colle di Terre di Nano, è situata la "Buca del Beato" tra scoscese pareti rocciose, nascosta da una fitta macchia di querce e di lecci. Le profonde e buie caverne naturali, formatesi nelle spaccature di rocce calcaree, ospitarono intorno al 1400, per più di venti anni, il Beato Giovanni Benincasa, eremita e taumaturgo venerato in vita e per secoli, dopo la sua morte.

La zona circostante è estremamente suggestiva: la profonda gola del torrente, le cascate ed i piccoli laghetti naturali, il fitto bosco circostante, fanno da cornice alle misteriose cavità della "buca" a cui si accede difficilmente, muniti di funi, scarponi e torce elettriche. La tradizione popolare individua il giaciglio del Beato all'interno delle grotte (Letto del Beato) e attribuisce a lui l'apparizione delle "Orme del Diavolo", impronte di quadrupede rimaste impresse nelle rocce soprastanti la grotta quando il Beato, per sfuggire al Diavolo, spiccò con la sua cavalcatura un enorme salto, attraversando la gola. Il luogo è ancora visitabile e pressoché intatto; la cascata, il bosco e le suggestive grotte ne fanno un'ambita meta per gli amanti delle passeggiate all'aperto.

 

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I vigneti e gli oliveti